Featured Post

The Silence Breakers #MeToo Update

So this is the newest age of enlightenment. We have finally come to the conclusion that using a position of power to coerce, assault, ha...

Monday, February 14, 2011

Egitto: blogger pronti al post rivoluzione

"This is a work in progress". Con questo avvertimento Ammar Dajani colleziona dal mercoledì 9 gennaio 2011 su una pagina Facebook le canzoni e i versi nati sull’onda del successo che hanno ottenuto gli attivisti anti Mubarak in Egitto raccolti sotto un cartello di movimenti guidato da quello del 6 Aprile e da Kifaya. Dopo oltre due settimane di protesta il rais ha annunciato le dimissioni. E la società civile egiziana si è scatenata. Dall’ hip hop che denuncia la disperata situazione in cui sopravviveva il popolo egiziano, al rap di Ramy Donjewan contro il governo, che alla vigilia del 25 gennaio già incitava sul Web i giovani alla ribellione, molti si affannano ad esprimere la loro gioia in musica. 

Questo è il video girato a Piazza Tahrir, in una delle lunghe nottate che i manifestati hanno trascorso in questo luogo simbolo della rivolta. Accompagnati dal suono di una chitarra acustica, si ripetono gli slogan che hanno fatto cadere Mubarak: “ Tutti noi, con un dito (alzato), chiediamo una sola cosa: vattene, vattene, vattene” – “ Dimettiti Mubarak” – “ È lui che se ne andrà, non noi”. 
 La rivolta egiziana è però ancora un work-in-progress. Le dimissioni del presidente Mubarak, che secondo alcuni fonti sarebbe a Sharm El Sheikh, in coma, mentre secondo altre in Germania in una clinica, non hanno placato gli animi degli attivisti preoccupati che le promesse della giunta militare al potere non vengano mantenute. Secondo le agenzie è prevista una nuova manifestazione venerdì, chiamata " marcia della vittoria", alla quale il noto blogger e attivista Twitter @sandmonkey dice che non mancherà. Wael Ghonim, il manager di Google Africa e Medio Oriente diventato leader della protesta giovanile, annuncia invece che incontrerà i leader militari incaricati di garantire insieme a rappresentati della società civile lo svolgersi tranquillo di una fase di transizione che porterà il paese al voto, a settembre. Secondo le agenzie l’incontro sarebbe già avvenuto e su @ghonim la blogosfera attende il resoconto. Dissolvere il Parlamento è stato un importante primo passo, commenta i fatti delle ultime ore  Ashraf, noto giornalista freelance naturalizzato americano che vive attualmente al Cairo. Secondo lui, sei mesi sono un tempo ammissibile per preparare gli egiziani ad elezioni davvero libere. Ma Ashraf, come @3arabawy, avvertono di non lasciare troppo spazio ai militari. 3arabawy continua a riportare notizie degli scioperi di categoria che si sono stati indetti in tutto il paese (hashtag di Twitter@egyworkers). 
Intanto ci si concentra anche sul rilancio dell’economia, indispensabile per la ripresa di una vita normale nel paese. Su Facebook un pugno di giovani hanno creato la pagina per incentivare l’arrivo di turisti che costituiscono una fonte di entrata importante per costruire un nuovo Egitto. Ancora intense le ricerche dei civili dispersi. Un Google Doc, come quello del comunicato che lanciò la protesta il 25 gennaio, ne traccia le sorti.

Egitto: blogger pronti al post rivoluzione 14 febbraio 2011

No comments:

Post a Comment

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...