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Saturday, July 29, 2017

DIESELGATE: DAS KARTELL

Emissioni fuori controllo, richiami, accuse di aver addirittura formato un “cartello” dell’auto.

Le quattro ruote tedesche sono in subbuglio, come forse mai era accaduto prima. In principio fu il dieselgate Volkswagen, di cui è stato scritto di tutto e di più, a gettare un’ombra sull’industria dell’auto più potente del mondo. E a far drizzare le antennine delle autorità, soprattutto quelle europee. Ma pare che quello sia stato solo l’inizio.


Pochi giorni fa è toccato alla Mercedes richiamare tre milioni di auto ufficialmente per “un’azione di servizio volontaria” sul software che ne gestisce i motori a gasolio. Costo stimato? 220 milioni di euro, che secondo gli analisti potrebbero diventare molti di più quando si arriverà a stimare i reali contorni di una vicenda che per ora resta fumosa.
A stretto giro di posta ha giocato d’anticipo anche Audi, proponendo qualcosa di simile. Ovvero un programma di aggiornamento per 850 mila vetture con motori a sei e otto cilindri diesel (V6 e V8 TDI), che torneranno in officina per essere dotate di un nuovo software in grado, secondo la casa di Ingolstadt, di “migliorare ulteriormente le loro emissioni in condizioni di guida reali oltre gli attuali requisiti di legge”. Un’operazione, tra l’altro, portata avanti in collaborazione con le autorità federali e che riguarderà anche modelli Porsche e Volkswagen equipaggiati con gli stessi propulsori.
Parliamo in totale di circa 4 milioni di auto coinvolte nei due casi, vendute sia nel vecchio continente che in altri paesi ad eccezione del nord America (Canada e Stati Uniti).
Il tutto mentre dalla Germania arrivano notizie inquietanti: secondo il settimanale Der Spiegeli costruttori AudiBmwDaimler, Porsche e Volkswagen avrebbero fin dagli anni ’90 messo su un cartello per coordinare tutto ciò che riguarda lo sviluppo delle vetture: dai motori alle trasmissioni, fino ai sistemi di scarico passando per freni e componentistica varia. 
Una sorta di “famiglia allargata”, formata da non meno di 200 dipendenti delle varie aziende che partecipavano a una sessantina di comitati industriali, decideva tutto nel dettaglio: dalle tecnologie fino a fornitori e costi, soprattutto quelli dei sistemi di trattamento delle emissioni dei motori a gasolio. 
Tutto legale? E’ quello che le autorità tedesche e quelle europee dovranno chiarire. Magari partendo dall’autodenuncia fatta all’autorità tedesca per la concorrenza fatta da Daimler e Volkswagen, come riporta Der Spiegel.
Come riferimento potrebbe aiutare quanto accaduto esattamente un anno fa, quando l’Antitrust dell’Unione Europea comminò una multa complessiva da tre miliardi di euro al cartello dei costruttori di camion formato da DaimlerDafVolvo/Renaulte Iveco, per essersi accordati sia sulle tecnologie che sui prezzi dei sistemi antinquinamento. In quell’occasione si salvò la Man, che pur essendo coinvolta non ricevette addebiti perché aveva denunciato per prima l’esistenza di accordi illegali.
Succederà lo stesso? Per capirlo bisogna aspettare, ma nel mentre chiedersi anche cosa stia succedendo alla Germania dell’auto. Come mai quella che da sempre viene dipinta come una corazzata, stia dando prova di debolezza. Al punto da dover chiedere aiuto allo stato, come riportato dal sito specializzato Autonews.com che cita fonti governative, un piano di salvataggio: un accordo tra industriali e politici per “pulire” le auto diesel nel paese ed evitarne il bando dalle città, soluzione quet’ultima auspicata anche oggi dalla commissaria al mercato interno UE Elzbieta Bienkwoska.
Un piano dal costo stimato di due miliardi di euro che prevede l’aggiornamento di tutte le vetture equipaggiate con motori Euro 5 ed Euro 6, sia di marchi nazionali che esteri, con un upgrade del software che permetterebbe di tagliare fino al 20% di NOx (e le prestazioni…?). 
Lo stesso piano che ha dato il via ai richiami “preventivi” di Mercedes e Audi
Comunque sia, un argomento caldo sul tavolo del ministro dei trasporti Dobrindt, che incontrerà i rappresentanti dei costruttori nazionali il 2 agosto per parlare di inquinamento da motori a gasolio. 

Der Spiegel: “c’è un cartello dei costruttori auto tedeschi”. Intanto la Germania cerca di limitare i danni Marco Scafati | 21 luglio 2017




Le autorità degli Stati Uniti hanno accusato un ex dirigente della Audi, marchio di lusso della Volkswagen, di avere ordinato di programmare i motori diesel di modo che potessero ingannare i test sulle emissioni. Giovanni Pamio, 60 anni, cittadino italiano, è ritenuto uno dei principali responsabili di una cospirazione che ha accompagnato lo scandalo costato alla Volkswagen più di 20 miliardi di dollari in multe e cause.  

Pamio è l’ottavo ex dirigente della Volkswagen accusato nell’ambito dell’indagine portata avanti dall’ Fbi e dalla sezione criminale dell’Agenzia per la protezione ambientale. Uno di questi sarà giudicato alla fine di questo mese, un altro è in carcere negli Stati Uniti e altri cinque sono cittadini tedeschi. La Volkswagen ha ammesso che i motori Vw, Porsche e Audi con motori diesel da due o tre litri erano stati programmati per aggirare i controlli anti inquinamento durante i test di routine e tornare al normale funzionamento durante l’uso delle vetture su strada. La truffa è andata avanti per anni prima di essere smascherata dalla West Virginia University.  

Pamio dovrà rispondere delle accuse di cospirazione, frode e di aver violato le norme ambientali statunitensi. Gina Balaya, portavoce della Procura di Detroit, ha detto di non poter precisare se contro di lui sono stati emessi provvedimenti di custodia. L’ ingegnere italiano è difeso dall’avvocato Terry Brennan, che non ha voluto commentare la vicenda. 

Agli atti risulta che Pamio era capo del reparto termodinamica del dipartimento per lo sviluppo dei diesel dell’Audi a Neckarsulm, in Germania, e guidava una squadra di ingegneri al lavoro sul controllo delle emissioni dal 2006 a novembre 2015. Lui e gli altri accusati avrebbero realizzato che era impossibile calibrare un motore diesel da 3 litri in modo che potesse rientrare negli standard statunitensi per le emissioni di ossido di nitrogeno senza violare i vincoli imposti da altri dipartimenti della Volkswagen. Per questo - si legge in una nota della Procura - Pamio ha «indotto i suoi dipendenti a progettare e implementare funzioni di software volte a ingannare i test statunitensi sulle emissioni». 

Dieselgate, sotto accusa un ingegnere italiano: “Fu l’artefice del software per truccare le emissioni”  07/07/2017



Back in January, the FBI arrested Volkswagen executive Oliver Schmidt on charges related to the automaker's diesel scandal. Now, half a year later, he's expected to plead guilty.
Oliver Schmidt is expected to plead guilty on August 4 in Detroit, Reuters reports, citing a court spokesman. One of eight executives charged thus far, Schmidt was picked up as he tried to leave the country in January. He's been held in the US since that time.
Schmidt is facing 11 separate felony counts, including conspiracy to defraud the United States, with a maximum sentence of 169 years in prison. Schmidt was the head of VW's environmental and engineering center in Michigan. The full terms of his plea bargain are not yet known. A lawyer for the executive did not immediately return a request for comment.
In March, Volkswagen itself pleaded guilty to multiple criminal charges, including fraud and obstruction of justice. It was the first time VW admitted guilt in any court, and it will probably have to pay fines in addition to those already levied against the company.
Volkswagen ended up in this mess after it admitted to willfully deceiving emissions regulators around the world. Engineers created and installed software in diesel vehicles that would curb emissions while testing, only to have the vehicles pollute well in excess of legal limits once on the road. Volkswagen has since agreed to independent oversight and reforms, as well as a buyback scheme in the US that will cost billions of dollars.

Dieselgate, software illegale su Porsche Cayenne. Berlino ordina il richiamo di 30mila auto 27 luglio 2017


AIRPOCALYPSE Smog Refugees 21 DICEMBRE 2016


Airpocalypse Kills 3.3 Million People Every Year 19 SETTEMBRE 2015






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